Bello come il sole, stronzo come il mondo.
Quei giorni perduti a rincorrere il vento, a chiederci un bacio e volerne altri cento.
Fabrizio De Andrè.
Io ti ho amato, e non saprei immaginare come si possa amare di più. Avevo una vita, che mi rendeva felice, e ho lasciato che andasse in pezzi pur di stare con te. Non ti ho amato per noia, o per solitudine, o per capriccio. Ti ho amato perché il desiderio di te era più forte di qualsiasi felicità.
Alessandro Baricco, oceano mare.
La verità è che qualche volta mi manchi talmente tanto che posso a malapena sopportarlo.
Cerco nei libri la lettera, anche solo la frase che è stata scritta per me e che perciò sottolineo, ricopio, estraggo e porto via. Non mi basta che il libro sia avvincente, celebrato, né che sia un classico: se non sono anch’io un pezzo dell’idiota di Dostoevskij, la mia lettura è vana. Perché il libro, anche il sacro, appartiene a chi lo legge e non per il diritto ottenuto con l’acquisto. Perché ogni lettore pretende che in un rotolo di libro ci sia qualcosa scritto su di lui.
Erri De Luca.
Sei uno schianto tu, è il vestito che proprio non va. Sai cosa ti starebbe bene addosso? Io.
Groucho Marx.
Ho sentito cose su di me che neanche io sapevo!
Non lamentiamoci perché il cespuglio di rose ha le spine, rallegriamoci perché il cespuglio di spine ha le rose.